Prima che diventare un taccuino di viaggio, un diario di bordo, Piazze d'Italia (sulle tracce di de Chirico) è un viaggio di quattro mesi che ho fatto voce e chitarra, toccando le maggiori città italiane, per promuovere in maniera alternativa Mi pagano per guardare il cielo, il mio album d'esordio. Non che abbia inventato qualcosa di nuovo, più semplicemente ho compreso che quando non si muovono le cose intorno a te, devi muoverle tu.

Piazze d'Italia, che ha preso in prestito il nome dall'omonima serie pittorica di Giorgio de Chirico, risalente agli anni Dieci del Novecento, ha voluto essere un omaggio a colui che, spogliando le città, le ha rese nella loro assoluta e metafisica verità, riuscendo a svelare l'enigma dell'uomo e del mondo. De Chirico rappresenta senza dubbio l'artista che, assieme ad Amedeo Modigliani, ha maggiormente influenzato la mia pittura.

Mi sono spostato in treno e in nave, percorrendo la penisola e le isole annesse: circa 9000 km in 130 ore di viaggio. Poi, una volta giunto nelle città, durante il giorno ho suonato nelle piazze, per i passanti; ho tratto, attraverso schizzi di studio superveloci, pensieri istantanei, il materiale buono per alcune idee future; la sera invece ho suonato nei locali che di volta in volta mi hanno ospitato.

 

 

Compralo su Amazon.it